Ho un particolarissimo feeling con le piccole isole. A volte credo di essere nata proprio in mezzo al mare (nella mia vita precedente) per sentirmi così a casa ogni volta che approdo su qualche assolato scoglio. Forse sono stata Arturo anch'io insomma, fatto sta che è sempre un'emozione bellissima scoprire un'isola per me. Recentemente mi è successo alle Egadi (Favignana, Levanzo, Marettimo), mi sono davvero entrate nel cuore. Piccole strade bianche, mare trasparente, grotte da esplorare, sapori indimenticabili. E poi la vita dei pescatori, della gente semplice, raccontata da visi scolpiti dal vento, da rughe, sorrisi sdentati e mani callose. A Favignana la vita ruotava attorno alla tonnara fino a qualche anno fa. La mattanza era un evento a cui prendeva parte tutta l'isola. Ora è proibita, molti pescatori sono stati costretti ad emigrare altrove per poter lavorare. Ma chi è rimasto continua ad amare l'isola. Colorata, profumata, da scoprire. Chi è rimasto ha inventato un'attività, un nuovo negozio, un modo di essere. L'inverno però, mi ha detto Antonietta, è lungo e triste. Non si può restare sempre sull'isola. Io amo tanto la vita in città ma, se potessi, passerei un po' del mio tempo su un'isola. Forse solo per dimenticare tutto ciò che mi va' stretto e reinventare un'altra me, forse solo per riprendere fiato e ascoltare i miei silenzi, forse anche per ritrovare la voglia di sognare....
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