Sembra strano pensarlo, figuriamoci scriverlo. Quando è arrivata la notizia, lo ammetto, non riuscivo a crederci. Non perché fosse un caro amico o un parente o un conoscente....semplicemente perché era Lucio Dalla e non importa nemmeno se si possiedono o meno tutti i suoi dischi, se si è stati almeno una volta nella vita a un suo concerto (io sì, avevo 4 anni e mi sono addormentata....), tutti conosciamo le sue canzoni, tutti almeno una volta ci siamo ritrovati a canticchiare i motivi che lo hanno reso celebre. Lucio Dalla era un grande cantautore, senza forse uno dei più grandi del panorama italiano e internazionale. Da bolognese, poi, una punta di orgoglio in più mi lega a lui. Perché ha saputo portare la bolognesità in giro per il mondo, ha dato lustro a questa città cantandola, raccontandola, amandola. Gli piaceva passeggiare tra le strade del centro, dove abitava, gli piaceva sorridere alla gente, non si tirava indietro quando gli chiedevano un autografo o una foto. Due settimane fa, soltanto due settimane fa a Sanremo ero seduta vicino a lui nella hall dell'Hotel Londra dove abbiamo chiacchierato per pochi minuti, frammenti che ora conservo con gelosia. Lucio Dalla era anche un grande piccolo uomo (piccolo solo di statura). Curioso, intelligente, vivace. Chi l'ha conosciuto sa che era impossibile non volergli bene. Ora Bologna piange, questo cielo che tante volte lo ha ispirato sembra non volersi rassegnare. Davanti alla sua casa ci sono fiori, biglietti, sorrisi e lacrime. L'affetto è palpabile, la commozione univoca. Meriti questo e altro Lucio, la tua città si stringe attorno a te e non ti dimentica. Né ora né mai.
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