Un altro ciao e tante domande

Fin da ragazzina le notizie di suicidi mi hanno sempre fatto provare un misto di paura e fascino. Paura perché un gesto così estremo spaventa, addolora, sconvolge. Fascino perché credo ci voglia anche tanto coraggio, un coraggio disperato che non sono mai riuscita a immaginare e capire, un ignoto affascinante gesto insomma...Avevo 17 anni quando un mio compagno di scuola decise di buttarsi nel vuoto dalla finestra sopra a quella della mia aula, durante le lezioni, sotto ai nostri occhi. Fu uno shock terribile, per giorni non riuscii a pensare ad altro, le mie notti si trasformarono in incubi continui io cui io cercavo di tenergli la mano e non farlo cadere giù. Poi cominciai a capire: esiste anche un lato oscuro della vita, una bestia feroce che può divorare la nostra mente e il nostro animo giorno dopo giorno, in silenzio. Inutile provare a immaginare una personalità più predisposta di un'altra, parlare di "si vedeva", "c'era da aspettarselo". La verità è che succede e non lo puoi prevedere, mai. Perché solo chi ha quella bestia dentro sa cosa si prova, chi assiste alla quotidianità da fuori vede solo sorrisi un po' più tristi, magari, ma pensa che è un momento, passerà....
E a distanza di anni succede ancora sotto ai miei occhi. A Maurizio, il Cev, l'amico di tutti, un uomo disponibile, affabile, spiritoso, brillante. Fa di nuovo male, tanto male, e le domande sono le stesse di 13 anni fa. Adesso però penso anche che a volte la vita è davvero strana e che, non si dovrebbe dire, ma un po' ti immagini come sarebbe stato tutto diverso se poi lui, invece, avesse fatto la sua campagna elettorale. Se avesse vinto, se fosse il sindaco di Bologna, la sua Bologna che amava tanto e che non è riuscita, forse, a dargli quello che lui cercava. Posso solo immaginarlo, e magari non sarebbe cambiato niente, ma una via di fuga a questo dolore si dovrà pur trovare....Ciao Cev....ci sei ancora!

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