Discovering Laos

Definire la giornata vissuta oggi avventurosa sarebbe riduttivo anche perché non è stata avventurosa nel senso di pericolosa ma piena di emozioni molto forti, di quelle che secondo me nel momento in cui le vivi a tratti puoi pensare: ma perché non sono andata in un'isola in mezzo all'Oceano Pacifico a rilassarmi? Ma che poi rendono davvero speciale e indimenticabile un viaggio. La nostra mattina è iniziata molto presto con sveglia alle 5 per vedere la cerimonia del Tak Bat nel centro della città, quando i monaci buddhisti passano tra la gente per la questua quotidiana. Sicuramente suggestivo vedere questo serpente di abiti arancioni attraversare le strade ma personalmente l'ho vissuta come un evento molto turistico in cui sembra quasi che i monaci debbano recitare una parte imposta. Alle 8.30 siamo partiti per il nostro secondo tour organizzato sempre con l'agenzia Tiger Trail che ci sentiamo di consigliare caldamente a chi vuole intraprendere un viaggio in Laos per la serietà e là professionalità dimostrata e perché prediligono un turismo sostenbile e a contatto con angoli di natura incontaminata. Prima tappa: villaggio degli elefanti. Da qui, in groppa a questi enormi e teneri pachidermi, abbiamo attraversato il Nam Kham River a sud di Luang Prabang e siamo poi partiti per  un trekking a piedi verso il villaggio di Houayfay dove siamo arrivati dopo circa un'ora e mezza attraversando una foresta spettacolare con una vegetazione veramente particolare. Arrivati al villaggio ho avuto la netta sensazione di entrare in un documentario della National Geographic trovandomi di fronte queste persone che definire povere è un eufemismo: vivono di agricoltura, di artigianato, di cose semplici, ma hanno sempre un sorriso sulle labbra. Sarà strano pensare a loro che passano le giornate intrecciando ceste di bambù o essiccando riso o ai bambini che corrono scalzi giocando con quello che trovano quando saremo tornati alla nostra vita dove tutto ci sembra normale e non sappiamo più stupirci di nulla. 
Terminato il giro nel villaggio abbiamo proseguito il nostro trekking, non senza difficoltà visto che purtroppo il terreno era piuttosto fangoso a causa delle frequenti piogge, e siamo arrivati alle cascate Tad Sae che sembrano un po' artificiali ma indubbiamente fanno un certo effetto. Qui abbiamo riposato un po' le stanche membra per partire poi alla volta dell'ultima avventura: percorrere il tragitto del ritorno sul Nam Kham a bordo di una imbarcazione tipica della zona e rivedendo così dalla parte del fiume tutto il tragitto fatto a piedi. Siamo poi tornati in città in macchina e durante il viaggio è arrivata la consueta pioggia che oggi non si era ancora palesata. La preoccupazione è soprattutto per il bucato e le scarpe che devono assolutamente asciugarsi per domani quando partiremo alla volta di Hanoi. Per festeggiare la nostra ultima sera a Luang Prabang, ma soprattutto le nuove amicizie del giorno, stasera siamo stati a cena con due ragazze canadesi, un giapponese e una ragazza di Singapore conosciuti durante il tour. È stato molto divertente e finalmente abbiamo fatto un po' di vera conversazione visto che in generale qui parlano uno strano inglese che spesso fatico a capire. Prima del meritato sonno che ci attende siamo riusciti anche a fare un giro al mercato notturno per un po' di shopping che non guasta mai. Alla prossima!
Tak Bat a Luang Prabang

Trekking con gli elefanti 

Il villaggio degli elefanti

Le cascate di Tad Sae

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