Io che dicevo: "che noia le ville"

È arrivato il caldo e con il ponte del 2 giugno, particolarmente favorevole quest'anno, pensare a una breve gita al mare era sembrata la scelta più ovvia. Il terrore delle code però ci ha spinto a cercare una meta alternativa che da tempo tenevamo nel cassetto: Vicenza e le ville del Palladio. Per anni ho pensato a queste mete come noiose: cosa ci sarà mai da vedere in tutte queste ville che io non abbia già visto in qualche museo? Pensavo scioccamente...Sono stata costretta a ricredermi perché non solo le ville che abbiamo visitato mi hanno stregata è incantata ma anche la città di Vicenza ci ha riservato meravigliose sorprese. Abbiamo alloggiato in un bellissima villa trasformata in hotel sulle colline di

Arcugnano circondata da ulivi e vigneti a pochi km da Vicenza. Appena arrivati, dopo aver visitato per caso trovandolo per strada il Castello di Romeo a Montecchio Maggiore, ci siamo subito recati in una delle ville più note della zona: Almerico Capra detta la Rotonda a cui si accede percorrendo un vialetto d'ingresso circondato da splendide rose. La villa è ben tenuta e decorata con bellissimi affreschi e anche gli esterni con alberi, siepi e roseti meritano la visita. il resto della nostra prima giornata vicentina abbiamo deciso di dedicarlo alla città che ci ha subito dato l'impressione di essere vivace e accogliente. Abbiamo visitato la Basilica Palladiana che vanta anche una splendida terrazza dove abbiamo aspettato il tramonto sosrseggiando un ottimo spritz. Per cenare abbiamo scelto un ristorante delizioso e anche molto onesto "Il cursore" dove abbiamo mangiato bigoli, soppressa e baccalà a volontà.

La nostra seconda giornata l'abbiamo dedicata alla scoperta di altre due cittadine non lontane da Vicenza: Bassano del Grappa e Marostica. La prima ci ha davvero colpito non solo per il ponte disegnato da Palladio che ne è diventato il simbolo, ma anche per le stradine e i vicoli molto pittoreschi, il lungo fiume dove in tanti si recano per prendere il sole o fare un tuffo nelle acque pulite del Brenta, il sapore della grappa che io non amo particolarmente ma che assaggiata lì mi è piaciuta tantissimo, le ceramiche che da anni si lavorano artigianalmente nelle tante aziende a conduzione familiare della zona di Nove.

Marostica è da tutti conosciuta come la piazza della più famosa partita a scacchi viventi e siamo stati lì per vederla dal vivo: non delude e anche il Castello Inferiore che vi si affaccia vale una visita. il Castello Superiore invece si raggiunge con un camminamento che è percorribile solo in alcuni giorni ma con la macchina si può comunque arrivare alla sommità dove si gode di un piacevole panorama.

La seconda serata l'abbiamo conclusa con una ricca e gustosa cena alla Sagra della Luganega nel paese di Lapio e un giro di drink in piazza a Vicenza dove ci siamo seduti in un bel locale molto frequentato da giovani e diversamente giovani (come noi).

L'ultimo dei nostri tre giorni è cominciato con la visita guidata della Villa Valmarana Ai Nani che ho trovato semplicemente meravigliosa. La leggenda che la circonda, lo splendido giardino, gli affreschi del Tiepolo, gli ambienti sontuosi: sarei rimasta per ore a curiosare in quelle stanze che raccontano di ospiti illustri, feste, tradizioni e misteri. Da non perdere assolutamente.

Dopo un pranzo veloce e non particolarmente degno di nota abbiamo completato la nostra scoperta di Vicenza con la visita al Teatro Olimpico che è il teatro coperto più antico del mondo (da togliere il fiato), la Chiesa di Santa Corona dove è custodito il meraviglioso Battesimo di Cristo di Bellini e tante altre opere degne di nota e un ultima visuale sulla città dal Monte Berico dove si trova anche un suggestivo Santuario che mi ha ricordato molto quello di San Luca a Bologna.

Ci sarebbe stato molto altro da vedere in città, ma il tempo cominciava a stringere e io volevo a tutti i vostri visitare un'altra villa che avevamo intravisto da lontano appena arrivati: Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore. Lì, tra altri affreschi di Tiepolo, antiche scuderie e un giardino quasi incantato abbiamo concluso la nostra tre giorni vicentina che ancora una volta mi ha fatto ripetere una frase che sta ormai diventando un mantra: che fortuna abbiamo a essere nati in Italia! Ricordiamocelo sempre perchè in mezzo a tutti i nostri guai e alle cose che non funzionano come vorremmo c'è un patrimonio inestimabile di cui dobbiamo essere fieri e messaggeri nel mondo.



















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